COME STO VIVENDO QUESTE GIORNATE DI CORONAVIRUS
Stavolta ho paura. Paura seria.
La scuola è stata chiusa e
diversamente da quando mi aspettavo non sono per nulla felice. Gli infetti
continuano a salire e pure le morti. Io me ne sto a casa, potrei starmene a
bivaccare sul divano, a giocare con la play, ma mi manca la scuola, mi mancano
i miei compagni e i miei professori.
Attendo con ansia i compiti, vi sembrerà assurdo, ma è così, voglio tornare alla mia vita, fatta anche di sacrifici e lamenti, ma è la mia vita, quella di tutti noi, quella di ogni giorno.
C’è nell’aria qualcosa un odore, l’odore della tristezza e della paura, dobbiamo osservare tante precauzioni per evitare il diffondersi del contagio: stare lontani a un metro di distanza, non salutarsi con baci, abbracci e strette di mano e lavarsi le mani tante volte, mi scoccia un po’ammetterlo, ma mia madre aveva ragione. Purtroppo mia madre è un operatore socio sanitario e quindi per proteggere me e mio padre si è isolata e non la posso toccare da più di un mese.
Non vedo l’ora che tutto questo finisca, voglio ritornare a fare tutto quello che facevo prima: uscire di casa, andare a scuola, ridere e scherzare spensieratamente, senza l’incubo del contagio.
Attendo con ansia i compiti, vi sembrerà assurdo, ma è così, voglio tornare alla mia vita, fatta anche di sacrifici e lamenti, ma è la mia vita, quella di tutti noi, quella di ogni giorno.
C’è nell’aria qualcosa un odore, l’odore della tristezza e della paura, dobbiamo osservare tante precauzioni per evitare il diffondersi del contagio: stare lontani a un metro di distanza, non salutarsi con baci, abbracci e strette di mano e lavarsi le mani tante volte, mi scoccia un po’ammetterlo, ma mia madre aveva ragione. Purtroppo mia madre è un operatore socio sanitario e quindi per proteggere me e mio padre si è isolata e non la posso toccare da più di un mese.
Non vedo l’ora che tutto questo finisca, voglio ritornare a fare tutto quello che facevo prima: uscire di casa, andare a scuola, ridere e scherzare spensieratamente, senza l’incubo del contagio.
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